Settecentonovantottogiorni all'entrata in vigore di Basilea 2
In vista dell'entrata in vigore di Basilea 2 prevista per gennaio 2007, abbiamo deciso di realizzare nella sezione News del Portale, una rubrica fissa curata dall'Ufficio Studi Lince, destinata ad arricchirsi di notizie e approfondimenti, con l'obiettivo di favorire la diffusione di informazioni, riflessioni e indicazioni operative che possano essere di concreto aiuto per le PMI italiane.

Una sezione interamente dedicata, per giocare d'anticipo e per favorire la conoscenza tra le aziende dei riflessi che Basilea 2 avrà sul rapporto banca - impresa e lungo tutta la catena del Credito.

Per facilitarvi nella consultazione, la notizia aggiornata verrà contrassegnata dalla dicitura new. Ed ancora, verrà garantita la possibilità di consultare gli articoli d'archivio.

 Premessa

Basilea 2 e' un argomento di forte attualità perché stabilisce le nuove regole che disciplineranno il rapporto tra banche e imprese e che saranno applicate in ambito internazionale.
In particolare in Italia il rapporto tra il sistema bancario da un lato, le imprese e i risparmiatori dall'altro e' difficoltoso a causa di carenze normative e della scarsa trasparenza dell'attività degli istituti di credito. Inoltre, dopo gli ultimi avvenimenti che hanno portato all'insolvenza di due grandi società, Cirio e Parmalat, tale rapporto e' divenuto ancora più complesso.

Cos'e' Basilea 2

Con il termine Basilea 2 si fa riferimento all'accordo internazionale che introduce le nuove regole che le banche dovranno adottare per selezionare le imprese meritevoli di fido. Le banche dovranno essere in grado di misurare correttamente l'affidabilità dell'impresa perché, maggiore sarà il rischio di mancata restituzione del prestito, maggiore sarà il capitale che la banca dovrà accantonare per coprire eventuali perdite.

Chi ha elaborato l'accordo

L'accordo di Basilea 2 e' il frutto del lavoro del Comitato di Basilea, fondato dai governatori delle Banche Centrali dei dieci paesi più industrializzati (G10) alla fine del 1974. Attualmente ne fanno parte le autorità di vigilanza di 45 paesi e si prevede che le linee guida dell'accordo saranno applicate in oltre 100 paesi.
Il Comitato opera in seno alla Banca dei Regolamenti Internazionali con sede a Basilea.

Lo scopo dell'accordo

Lo scopo dell'accordo di Basilea 2 e' quello di promuovere la cooperazione fra le Banche Centrali di diversi paesi per raggiungere una stabilità monetaria e finanziaria.

L'accordo

L'accordo di Basilea 2 e' una sostanziale revisione di un precedente accordo (detto di Basilea 1) siglato nel 1988. A fine giugno 2004 il Comitato ha pubblicato la versione finale dell'accordo, al quale potranno essere apportate alcune piccole modifiche, e che verrà tradotto in legge dai Parlamenti e dagli organi di controllo degli stati che decideranno di adottarlo.

L'accordo di Basilea 2 si basa su 3 pilastri:

1° pilastro: requisiti patrimoniali minimi,
2° pilastro: controllo delle Banche Centrali,
3° pilastro: requisiti di trasparenza delle informazioni.

Il primo pilastro è quello di maggiore interesse perché definisce le regole secondo le quali le banche valuteranno il grado di rischio dell'impresa che richiede un finanziamento.

Il secondo pilastro riguarda le Banche Centrali che dovranno svolgere un'attività di controllo nei confronti degli istituti di credito.

Il terzo pilastro definisce le regole per rendere trasparente il comportamento dei singoli istituti di credito.

Cosa dovranno fare le banche

L'accordo di Basilea 2 e' finalizzato a rendere più sensibili le banche alla misurazione dei rischi quando concedono del credito. In particolare le banche dovranno accantonare quote di capitale (per far fronte a eventuali perdite) in proporzione al rischio di insolvenza.
Infatti il Patrimonio di Vigilanza delle banche (quindi la parte di patrimonio che non viene investita in attività di rischio) dovrà essere almeno pari all' 8% del totale delle attività investite ponderate per il rischio. Il Patrimonio di Vigilanza è quindi un costo per la banca perché non genera remunerazione finanziaria.

Vediamo un esempio:

Per un prestito di 100 euro ad una impresa che presenta un alto rischio, l'8% verrà calcolato sull'importo totale del prestito e l'accantonamento di capitale in questo caso sarà pari a 8 euro.

Invece, se l'impresa a cui la banca eroga un finanziamento di 100 euro presenta un rischio del 40%, l'8% verrà calcolato solo sul 40% della cifra prestata e l'accantonamento di capitale sarà pari a 3,2 euro.

Se l'impresa a cui la banca eroga un finanziamento e' in grado di prestare delle garanzie, queste ultime potranno ridurre il rischio e quindi il costo del prestito.

Come le banche misureranno il rischio delle imprese

L'accordo prevede che le banche misurino il grado di rischio delle imprese secondo metodi il più possibile scientifici ed oggettivi, attraverso, cioè, tecniche di rating (valutazioni esterne della qualità creditizia).

I metodi indicati dall'accordo sono due:
   metodo standard
   metodo dei rating interni

L'elemento principale che distingue i due metodi e' il soggetto da cui provengono le valutazioni di rischio sulle imprese: nel metodo standard le valutazioni saranno fornite da agenzie di rating esterne (i famosi giudizi: "AAA", "AA", "BBB", ecc), mentre nel metodo dei rating interni le valutazioni saranno fatte direttamente dalle banche.

In Italia solamente poche grandi aziende sono già oggetto di valutazione da parte di società specializzate ( Standard & Poor's, Moody's…) mentre le piccole e medie aziende non sono mai state valutate in termini di rating.

Il problema per le banche

I cambiamenti introdotti dall'accordo avranno un forte impatto sul sistema bancario, perché costruire un efficiente sistema di rating interno comporta interventi pesanti sul sistema informatico e modifiche del processo di erogazione del credito alla clientela.

Il problema per le imprese

Tali cambiamenti avranno un forte impatto anche sulle imprese, soprattutto su quelle di piccole e medie dimensioni, poiché il rating determinato dalle banche diventerà una variabile strategica per ottenere il finanziamento. Solo le imprese giudicate "in buona salute" otterranno credito o avranno la possibilità di ottenerlo senza dover sopportare costi eccessivi.

Cosa dovranno fare le imprese

Le imprese, ed in particolare le Piccole Medie Imprese (PMI), saranno obbligate a rivedere la loro struttura finanziaria e patrimoniale perché solo in questo modo potranno ottenere un buon rating e quindi un finanziamento bancario a tassi di interesse adeguati.

Il tempi di Basilea 2

Basilea 2 entrerà in vigore a gennaio 2007.